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Facebook perde sempre più utenti giovani

Calo di utenti giovanissimi per Facebook, a favore di altre piattaforme social immersive e “di tendenza”

Una base utenti che invecchia

Bruciati 200 miliardi in borsa. Per la prima volta dopo quasi vent’anni. Nel report di Meta pubblicato questo mese si registra un calo degli utenti attivi giornalmente, a livello globale.  E le azioni si abbassano. Con rivali come Tik Tok e YouTube, la crescita di Facebook rallenta perché i giovani migrano verso altre piattaforme. Gli adolescenti, infatti, sembrano abbandonare la piattaforma (-13% dal 2019) e le previsioni non sono rosee per i prossimi anni. La base utenti quindi invecchia, i competitors sono più agili e appetibili. Questo dato non è, però, da leggere in modo assoluto: c’è anche da considerare che Facebook è ora nella fase in cui non ci sono più Paesi dove espandere il business, cosa che negli scorsi anni invece gli ha garantito una crescita costante. La riprova di ciò è che gli Stati Uniti sono stati il primo paese in cui la crescita si è arrestata, proprio dove il social è nato nel 2004. Il calo degli utenti è invece bassissimo se si considera la fascia 35-54 anni, e addirittura la tendenza si inverte – con una crescita di qualche punto percentuale – per gli utenti dai 55 anni in su. Ok, boomer.

Perché la Gen Z lascia Facebook

Facebook è ormai un social “da vecchi?” Cosa spinge i giovani a passare del tempo su altre piattaforme e costruire lì la loro vita virtuale? L’esempio Instagram: nasce proponendosi come un diario fotografico, dove i contenuti sono più visivi che testuali. Con l’aggiunta di meccanismi come le stories e sempre più algoritmi che popolano la sezione “cerca” con contenuti altamente personalizzati, questa piattaforma si configura come il regno dell’estetica e dello sguardo veloce, che scorre sui post senza soffermarsi sulle parole. Ecco quindi che diventa più “leggera” di social, come Facebook o Twitter, che premiano il contenuto testuale. Meccanismi incentrati su follow, reactions e salvataggi danno una “ricompensa” al cervello, generando dipendenza, come emerge da uno studio del 2017 dell’Università della California. E quale è il social che riesce a catturare e trattenere gli utenti di più in assoluto? TikTok. Qui, è come essere immersi in uno scroll infinito che annulla il tempo. L’algoritmo propone, il trend consiglia, il contenuto rimbalza. Si costruisce quindi una esperienza molto più totalizzante – vedi anche il formato full screen usato da Tiktok – che è del tutto diversa da quella proposta dal creatore di Meta. Ci aspetta una migrazione di massa a tempo di musica?

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