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Esame di Maturità 2022: cosa ci aspetta?

Ipotesi e riflessioni sull’esame di maturità del 2022 per gli studenti: un passo verso il “new normal” con ancora molti dubbi e speranze.

Come sarà la prova di maturità nel 2022

Agli esami piace cambiare! Semi citazione che oramai calza a pennello per la modalità e contenuto degli esami di maturità. Cosa succederà nel 2022? Oltre 500mila studenti sosterranno l’esame di maturità a giugno ma mancano ancora direttive e certezze da parte del Ministero dell’Istruzione, che inizialmente aveva previsto di prendere una decisione riguardo il destino degli studenti di quinta superiore entro metà gennaio. La legge di Bilancio prevede il potere di ordinanza da parte del Ministero, ma l’ufficialità arriva solo dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale e dopo essersi riuniti con le commissioni: questo significa quindi passare per il Parlamento. 

In ogni caso, la maturità 2022 non sarà solo un maxi-orale come quello dell’ultimo biennio, ma ci saranno alcune novità. Secondo una delle ipotesi al vaglio, infatti, la maturità 2022 potrebbe includere una prova scritta d’italiano di carattere nazionale per tutti gli indirizzi di studio e un orale che inizierà dalla discussione di una tesi di diploma. Al Ministero si sta lavorando a un dossier che comprenderebbe anche questa ipotesi ma dal momento che l’esame è regolato da una legge, servirà comunque un’ordinanza per sancire l’ufficialità. Lo svolgimento dell’esame, sempre tenendo conto dell’andamento della pandemia, sarà in presenza – ovviamente indossando la mascherina, mantenendo il distanziamento e seguendo tutte le precauzioni previste per legge. Le commissioni, invece,  saranno interamente interne, ad eccezione del presidente di commissione.

Verso il new-normal nell’istruzione e il toto-autore per la prova

Anche se con qualche attrito, la nuova versione dell’esame di maturità è comunque un piccolo passo in avanti verso la normalità, se comparata agli ultimi due anni di pandemia. Nel 2020, infatti, i maturandi avevano sostenuto solo una prova orale partendo dalla discussione di un elaborato. Nel 2021, invece, avevano iniziato il colloquio con una vera e propria tesi assegnata un mese prima. Per la sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia, la prova scritta di italiano sarebbe molto più che uno step d’esame. “Uno strumento importante di ragionamento ed elaborazione del pensiero da parte dei nostri studenti, in un momento storico in cui è ancora più importante che in passato la maturazione di riflessioni sul presente”, ha dichiarato la sottosegretaria. Parte anche il toto-autore, per indovinare chi saranno i protagonisti della prova: il Ministero dovrebbe selezionare due autori, vissuti a partire dall’Unità d’Italia in due periodi diversi. Il più quotato è Dante, dato che a settembre sono iniziate le celebrazioni per i 700 anni dalla sua morte. Seguono Verga, Montale e Pascoli, tutti protagonisti di anniversari commemorativi che ricadono in quest’anno. Li avranno studiati a fondo i maturandi?

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