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Lavoro e giovani in Europa: chi sono i più “stacanovisti”?

Il lavoro è un diritto, ma anche un dovere ed è alla base della società odierna. Lavorare è importante per l’economia dei paesi, per il benessere personale dei singoli cittadini, ma è importante non concentrare la propria vita interamente sul lavoro.

Ogni paese, infatti, per garantire ai propri cittadini un benessere psico-fisico deve garantire un monte ore lavorative settimanali che permettano di avere del tempo per se stessi, la famiglia e gli hobby. Da questo punto di vista in UE ci sono ampi divari tra gli stati membri, sono ancora molti i paesi in cui si lavora ben oltre i limiti stabiliti.

Quante ore lavorano i giovani in Europa

Le ore di lavoro settimanali sono un indicatore del benessere dei cittadini, per questo motivo enti specializzati conducono delle indagini a riguardo. La più recente risale al 2020 e mostra dei dati interessanti che fanno riflettere.

Dai grafici si evince che i paesi in cui si lavora mediamente più di 40 ore a settimana sono 4: prima fra tutte vi è la Grecia, con una media di 41,7 ore. A seguire ci sono Bulgaria, Polonia e Repubblica Ceca con una media di 40 ore. Al contrario, sono i paesi dell’Europa Settentrionale che registrano le cifre più basse. In particolare, i Paesi Bassi hanno una media di circa 30 ore settimanali. Subito dopo ci sono Danimarca, Germania e Austria con una media di 33 ore.

Inoltre, se si analizzano i dati a livello regionale variano da una zona all’altra degli stessi paesi. Facendo questa osservazione vediamo come nelle isole Ione, regione della Grecia nord-occidentale, si lavora 47 ore a settimana. In altre due regioni dello stesso paese si lavora più di 44 ore settimanali e sono l’Egeo meridionale e il Peloponneso. Lo stesso criterio vale per i paesi in cui si lavora meno, infatti in due regioni dei Paesi Bassi, ovvero Drenthe e Groninga, si lavora all’incirca 29 ore a settimana.

Giovani e lavoro: la situazione in Italia

Per quanto riguarda l’Italia si registra una media lavorativa settimanale di 37 ore, di poco al di sotto della media generale Ue di 38,1 ore. Come gli altri Stati, anche in Italia si registrano dei divari da regione a regione.

A tal proposito, è la Sicilia che registra il numero più basso di ore di lavoro settimanali, pari a 35. A seguire ci sono Sardegna e provincia autonoma di Trento entrambe con 36. La regione che invece registra il numero più alto è la provincia autonoma di Bolzano con 38 ore lavorative a settimana.

Una visione complessiva: quanto lavorano i giovani nel mondo

I dati precedentemente esposti sono forniti dall’Eurostat, ma è interessante anche analizzare i dati riportati dall’Ocse, il quale suddivide la popolazione occupata di ciascun paese in base al numero di ore lavorative settimanali.

Da questa analisi si evince che sono i paesi dell’Europa centrale e orientale a registrare un’elevata percentuale di persone che lavorano mediamente più di 40 ore settimanali. L’Ungheria riporta la percentuale più elevata di persone che lavorano più di 40 ore a settimana e solo il 7% lavora meno. Questa percentuale, invece, risulta più ridotta nei paesi dell’Europa settentrionale. A distinguersi per la maggior percentuale di persone che lavorano meno di 40 ore è la Danimarca, quasi il 90% degli occupati. In Italia invece, il 60% delle persone lavorano oltre le 40 ore a settimana.

Quando si tratta di lavoro è importante rispettare dei limiti, essi sono importanti per il benessere psico-fisico del lavoratore in primis e da ciò ne derivano tante conseguenze. Infatti, una persona che lavora per un quantitativo di ore adeguato a settimana, che gli permette di sviluppare una vita comunitaria al di fuori dell’ambiente di lavoro risulta anche più produttiva sul posto di lavoro. Al contrario, chi è costretto a sostenere ritmi ed orari lavorativi estenuanti è più stressato, nervoso e di conseguenza sarà meno produttivo anche lavorando di più. Al lavoratore devono essere garantiti dei tempi di riposo sufficienti per il recupero delle energie.

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